Un'altra cosa su cui ho riflettutto grazie a mia madre è la sciocca convinzione che "odiare" qualcuno implichi necessariamente perdere lo status di anima pia e magnanima di cui molti hanno il privilegio essendo nati con genitori che li trattano anche troppo bene per essere figli, il che il più delle volte porta a una visione distorta della realtà. C'è anche questa convinzione diffusa che odiare qualcuno significhi impiegare chissà quali energie e tempo nel farlo. Vi assicuro che gli odiatori, buoni o cattivi (accezione ironica, chiaramente), possono diventarlo con una facilità disarmante, la differenza sta nell'avere una buona motivazione. Penso, in generale, che siamo arrivati a un punto in cui siamo tutti un po' presuntuosi riguardo noi stessi, quello che mi può mandare più sulle furie è cercare di nasconderlo in modo spasmodico, ricollegandomi al discorso iniziale.