bo non uso mai questo sito ma non so con chi parlarne, ultimamente mi sento troppo sola e ho ancor più di prima la sensazione di non essere capita da nessuno. ho provato in passato a parlarne con qualcuno ma capisco che spesso non vengo nemmeno realmente ascoltata, e comunque non servirebbe. non so a chi scrivere, a chi confidarmi, ma in questo periodo la cosa che più mi pesa è sapere che qualunque cosa succeda non ho la possibilità di farla finita. se un giorno mi ritrovassi a non aver più minimamente voglia di continuare, non potrei fare quella scelta perché rovinerei la vita delle persone che mi vogliono bene. non mi sento nemmeno libera di scegliere per me stessa, e il fatto è che sento che pian piano sta arrivando quel momento lì in cui capirò che niente ha più senso. non riesco a pensare ad altri modi per mostrare agli altri quanto il mio dolore è reale, non mi sento compresa neanche in minima parte. qualche volta vorrei sparire e basta, vorrei che qualcuno si preoccupasse per me, che si chiedesse se sto realmente bene o se sto vivendo per inerzia. razionalmente so che non guarirò mai da questo, perché sento che non dipende solo da me, e perché va avanti da troppi anni. non ho un motivo tutto mio per continuare a vivere, niente che mi faccia dire che ne vale realmente la pena, tranne la sofferenza che causerei intorno a me, e forse la speranza che un giorno questo motivo lo troverò. non ne parlo più neanche con la psicologa perché mi rendo conto che dalle mie parole e dal mio modo di parlarne non traspare realmente ciò che provo, e ogni seduta di terapia rappresenta per me un “contentino” per convincermi che posso cambiare le cose. non ho niente, non ho nessun problema concreto, nessuna diagnosi, niente di niente, e forse è davvero una sofferenza comune a tutti gli esseri umani. è solo che, quando ne parlo con gli altri, nessuno mi dice “ti capisco” o “mi sento anch’io così”. mi sfugge tutto fra le mani, mi sento un’essenza incapace di toccare concretamente ciò che ha intorno, ma percepita dagli altri come troppo concreta e senza sostanza, come ridotta a un corpo inanimato. nonostante questa sofferenza sia costante da tutta la vita, ho come la sensazione di essere in realtà un’essere incostante, come se tagliandomi la frangetta che ho tenuto per anni avessi perso tutto ciò che in passato era mio e mi apparteneva.
vorrei smettere di esserci e basta, ma forse privarmi del mio corpo non fermerebbe la mia anima dal vagare disperatamente nell’universo, ed è la cosa più terribile che possa succedermi, quella di continuare a sentire.