Non so quante persone più piccole sono qui ora ma lo dico comunque anche per miei coetanei o chiunque perché è giusto ricordarlo anche per noi. I nostri genitori o chiunque sia più grande di noi non solo nell'adolescenza, pubertà e naturalmente infanzia tende a sminuire le relazioni che si instaurano in quegli stadi di vita, specie se pseudo romantiche o romantiche, questo perché hanno delimitato e rilegato il romanticismo "serio" solo all'età adulta, ma ci sono molte altre motivazioni. Io sono convinta che un adulto emotivamente immaturo viva le relazioni sentimentale esattamente se non peggio di come potrebbe viverlo un adolescente, eppure quando capita di aprirsi ad adulti tendenzialmente più anziani riguardo le proprie relazioni c'è sempre un'inclinazione, volontaria o meno, nel sminuirle nella loro concretezza, parlandone quasi come se fossero parasociali. Questo nei più piccoli (intendiamoci, sempre con un minimo di cosapevolezza, quindi più in adolescenti piu giovani, ma non solo) si traduce e, fidatevi, viene percepito solo come invalidazione dei propri sentimenti. Se mia cugina o nipote venisse a confidarsi con me riguardo una relazione, platonica o meno, che la fa soffrire o semplicemente provare forte emozioni, l'ultima cosa che farei è riderci su o riferirmi alla persona di cui sta parlando come "amichettx, fidanzatinx", perché a quell'età la validazione è una delle necessità primarie a livello di sviluppo emotivo. La verità è che fin dall'alba dei tempi c'è la convinzione che ai giovani non si debba un minimo di rispetto, nemmeno dei loro sentimenti, ed è assurdo per innumerevoli motivazioni, ma alla fine fenomeni del genere finiscono per mettere in luce più la mente adulta che spesso per riaffermare il proprio stato ricorre allo sminuire le esperienze passate, che in realtà sono proprio quelle che ci hanno formato. Metti che lo si faccia per dolore, vergogna del proprio passato, banale bisogno di sicurezza e identità, diventa un meccanismo di difesa per migliaia di persone e decine di generazioni, ed ecco che si è sedimentato. Se noi, nuova generazione di adulti, iniziamo a riconoscere questo tipo di fenomeni sociali e mettere da parte l'orgoglio tipico dei nostri nonni o genitori, potremmo vivere più leggeri e meglio con noi stessi e gli altri. A tutti i più giovani, invece, se potessi direi di non lasciare mai nessuno sminuire i propri sentimenti ed esperienze, anche se è difficile. Se non riuscite a contrastare i più testardi tra gli adulti, abbiate almeno questa consapevolezza che farà in modo di sentirvi sempre reali ed esseri umani